giovedì 24 maggio 2018

Underground Life atto finale - Gloria Mundis (1988, vinyl) + Questo Soave Sabba (1993, CD) + Live in Roma 1993 (bootleg)


Eccoci giunti al quarto e ultimo atto della lunga saga musicale dedicata agli Underground Life, iniziata più o meno un anno fa. A dire il vero mi ero quasi dimenticato di questo ultimo capitolo che giaceva da tempo tra le bozze. Evito di riproporre la biografia del gruppo, che troverete nei post precedenti, per lasciare spazio ai dischi e alla musica. Nella penultima "puntata" vi avevo proposto "The Fox" del 1983 e "Filosofia dell'Aria" del 1987. E' ora il turno degli ultimi due album in studio registrati dal gruppo ovvero "Gloria Mundis" del 1988 e "Questo Soave Sabba", del 1993. Ciliegina sulla torta: un bonus CD che racchiude un concerto dal vivo degli Underground Life negli studi di Rai Radio 2, il 23 ottobre 1993, ospiti della celebre trasmissione "Planet Rock".


Underground Life - 1988 - Gloria Mundis


TRACKLIST:

01. Giorno automatico
02. Al buio con te
03. Il pensiero come anima
04. Arrivi dal cielo (Blue Room)
05. Glass House
06. Novantanovesimo piano
07. I fiori ghiacciati
08. Einstein sulla spiaggia
09. Angeli di distruzione
10. Tristezza ed estasi (al di là della scienza)


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - chitarra elettrica, ritmica e solista, chitarra acustica 9 e 12 corde, voce solista e seconde voci, cori
 Lorenzo La Torre - batteria, timpani
 Enzo Onorato - basso elettrico, cori.

MUSICISTI AGGIUNTIVI

Marco Manini - chitarra
Gabriele Mazzei - sintetizzatori, tastiere
Michele Bettel - violino
Maurizio Signorino - sax
 Nadia Busi e Marine Schiopetti - cori


 Come scrive Alessio71 sul sito "Debaser" (al link la recensione completa ) "gli Underground Life pubblicano nel 1988 Gloria Mundis, un disco nevrotico e poetico, in continuo bilico tra sonorità punk ossessive e ballate decadenti degne della più pura new wave, E proprio del decennio d'oro della new wave italiana (1978-1988) sembra esserne la summa, o l'epitaffio. Ogni canzone è l'eco lontano di una band che della new wave era la portavoce, come se gli Underground Life si fossero divertiti nel fare il verso alle band "rivali", come a voler dire che la new wave non può morire così, ed essere dimenticata". Echi dei Bauhaus e omaggi agli Ultravox di John Foxx (con quest'ultimo si era ventilata una collaborazione, poi sfumata), la new wave italiana in uno dei suoi momenti più alti. L'album è stato pubblicato solo in vinile.


Underground Life - 1993 - Questo Soave Sabba


TRACKLIST:

01. Gola del mondo / 02. Milano malinconica
03. Anima Alma Mater
04. Signora dei gigli 
05. L'eclissi 
06. Adolescente X 
07. Canzone dell'eterno settembre 
08. Selene 
09. Nel silenzio 
10. L'arte di cadere 
11. Donnagatto dopo l'amore


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - voce, chitarra ritmica
Enzo Onorato - basso
Lorenzo La Torre - batteria

MUSICISTI AGGIUNTIVI

Alberto Radius - chitarra acustica, chitarra elettrica, sitar
Gabriele Mazzei - piano, tastiere
Silvia Drago - voce in track 3


"Questo Soave Sabba", pubblicato ben 5 anni dopo "Gloria Mundis", rappresenta l'ultima fatica discografica degli Underground Life prima del definitivo scioglimento. Ci eravamo accomiatati dalla band di Giancarlo Onorato & Co. al crepuscolo degli anni '80 con un album epitaffio dedicato alla new wave italiana e la ritroviamo in un album con maggiori venature rock (già dal riff iniziale della chitarra di Giancarlo in Milano malinconica si percepisce il nuovo corso). In alcuni brani fanno capolino gli strumenti acustici, come in Donnagatto dopo l'amore. E' l'album della piena maturità degli Underground Life, grazie anche alla produzione di un musicista dilungo corso quale Alberto Radius (le registrazioni avvennero a Milano, proprio negli studi Radius). Il vecchio amore per i timbri new wave permane ancora tra le 11 tracce del disco, soprattutto per l'uso delle tastiere elettroniche e della batteria. I testi sono ben curati, introspettivi. In allegato alle prime 1000 copie del CD veniva regalato un racconto scritto da Giancarlo Onorato intitolato "L'officina dei gemiti", che riprendeva i contenuti dell'album.


Piccolo cadeau finale...

Underground Life - Live in Roma, 23 ottobre 1993 (radio show)
(bootleg - soundboard)


TRACKLIST:

01. Intro
02. Milano malinconica
03. Il pensiero come anima
04. Glass House
05. L'eclisse
06. L'arte di cadere
07. Selene
08. I fiori ghiacciati
09. Anima Alma Mater
10. Canzone dell'eterno settembre
11. Uccidiamo il lavoro di massa
12. Inedito (acustico)


FORMAZIONE

Giancarlo Onorato - voce, chitarra
Enzo Onorato - basso
Lorenzo La Torre - batteria
Gabriele Mazzei - piano, organo

Giancarlo Onorato # 1
Chiudiamo il lungo capitolo dedicato agli Underground Life, di cui abbiamo presentato l'opera omnia in quattro puntate, con questo inedito concerto dal vivo trasmesso da Radio Rai 2 il 23 ottobre 1993 nell'ambito di quel mitico programma che si chiamava "Planet Rock". Per questo canto del cigno gli UL, che si presentano in quartetto, con Gabriele Mazzei alle tastiere, già collaboratore della band in "Questo Soave Sabba", propongono in larga misura brani tratti proprio dall'album da poco pubblicato.  In chiusura regalano al pubblico un brano inedito, completamente acustico. Il gruppo dimostra un affiatamento incredibile, con ampie impennate chitarristiche e giochi di tastiere che danno una veste più grintosa alle tracce in versione studio. Lo scioglimento non può che lasciarci ancor di più l'amaro in bocca. Va anche segnalata la pubblicazione  nel 1990 di un disco antologico, per l'etichetta Lilium (fondata da Giancarlo con i fratelli Sandro ed Enzo), intitolato "La primula rossa". Dopo lo scioglimento Giancarlo Onorato inizia una proficua carriera solista, Non solo musicista, Giancarlo è anche scrittore, pittore  e produttore discografico. Il suo ultimo prodotto discografico, pubblicato lo scorso anno, si intitola "Quantum".
E' proprio tutto, cari amici. Buon ascolto.

Giancarlo Onorato # 2
Link Gloria Mundis
Link Questo Soave Sabba 
Link Live in Roma 1993


Post by George

domenica 20 maggio 2018

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 43 - Alexis Korner & Snape - Live Reggio Emilia 1973

FIRST TIME ON THE WEB

The Snape
TRACKLIST:

1. Instrumental # 1
2. One Scotch, One Bourbon, One Beer 
3. You Got The Power (To Turn Me On)
4. Don't Change On Me 
5. Sailing Shoes 
6. Evil Hearted 
7. Instrumental # 2
8. Country Shoes 
9. Gospel Ship

Alexis Korner
LINE UP

Alexis Korner - guitar and vocal
Peter Thorup - guitar and vocal
Mel Collins - sax and flute
Boz Burrell - bass and vocal
Ian Wallace - drums

Boz Burrell 
Parlare degli Snape significa andare a riesumare un gruppo di nicchia, una creatura voluta dal geniale Alexis Korner, uno tra i padri fondatori del British Blues agli albori degli anni '60. Chi non ricorda i Blues Incorporated, scuola e fucina nella quale transitarono, in tempi diversi, i più grandi musicisti inglesi, basti ricordare Charlie Watts, Ginger Baker, Jack Bruce, Long John Baldry, Graham Bond, Danny Thompson e Dick Heckstall-Smith, giusto per citarne alcuni. Ma non solo: con lui suonarono i giovanissimi Mick Jagger e Brian Jones (futuri Rolling Stones), Robert Plant e Jimmy Page (futuri Led Zeppelin), Rod Stewart, John Mayall. Penso che possa bastare. Chiusi gli anni sessanta con l'avventura New Church, il decennio successivo si aprì con due nuove esperienze musicali: i CCS e, per l'appunto gli Snape, questi ultimi formati nel 1972.  Fu un esperimento decisamente anomalo dal momento che nella band confluirono alcuni ex King Crimson, ovvero Mel Collins al sax, Boz Burrel al basso e Ian Wallace alla batteria. A loro si unì il chitarrista danese Peter Thorup, già vecchio amico di Korner dagli anni '60.

Mel Collins
La stagione musicale degli Snape fu brevissima. In pratico durò poco più di un anno, giusto il tempo di incidere due album, "The Accidental Band". registrato in studio nel dicembre 1972 e  "Live On Tour in Germany", pubblicato nel 1973 a nome Alexis Korner & Peter Thorup with Snape. Ebbene, in questo breve scorcio di vita gli Snape fecero un piccolo tour europeo e capitarono anche in Italia. Non ho idea se la tappa di Reggio Emilia fu la sola oppure suonarono in altri teatri italiani. Quello che so è che il nostro amico Marco Osel ebbe la fortuna di ascoltarli e di immortalare su nastro questo rarissimo concerto, mai apparso sul web prima d'ora. A dire il vero non ho mai visto altri concerti degli Snape su internet.


Fermo restando la rarità assoluta di questo concerto, passiamo ai contenuti. Nonostante la presenza di ben tre ex King Crimson non pensiate di ascoltare un concerto dalle venature prog. Non sia mai detto: Alexis Korner è un purista del blues e tale resta. E' invece curioso ascoltare gli ex KC alle prese con il blues elettrico di stampo tradizionale e con sonorità a loro apparentemente distanti, Ne esce un gioiellino che ci lascia stupiti dalla prima all'ultima nota, con un incredibile Mel Collins che sfodera tutta la sua anima da vero bluesman. I brani sono tratti in buona parte dal sopracitato album in studio del 1973. La registrazione, tenuto conto del tempo passato, è ottima. Un grande concerto, una incredibile rarità che solo la Stratosfera poteva regalarvi.

Ian Wallace
Vi lascio con questo breve commento dell'autore della registrazione, il nostro amico Marco Osel: "Di questa cassetta non ho data precisa. Vennero a Reggio Emilia forse nei primi mesi del 73 e andai al concerto con degli amici inglesi che amavano Korner. Io non sapevo chi fosse ma mi entusiasmai all'idea di vedere i tre King Crimson. Un concerto per niente crimsoniano, un blues ruvido e schematico, con il sax di Collins che dava i brividi".

Null'altro da aggiungere se non il consueto buon ascolto.

Peter Thorup

The Snape

Post by George - Music by Osel



venerdì 18 maggio 2018

Serie "Etnic Italy" vol. 5 - Al Darawish - 1991 - Al Darawish


TRACKLIST :

01 - Gaza
02 - Mediterraneo
 03 - In prima luce
04 - Safar
05 - Tunes.Genova
06 - Hanin
07 - Sciù
08 - Nis'an
09 - Jerusalem
10 - Intifada


Seduti sopra a un muretto a guardare il mare.... Nabil e Michele osservano qualcosa che non avevano mai visto. Una nave stracolma di profughi fa il suo ingresso nel porto di Bari col suo carico di speranza, dolore, paura. E' una scena colma di pathos che i due amici non dimenticheranno più. Nabil Salameh e Michele Lobaccaro si conoscono perchè colleghi all'università. Con loro ci sono Rocco Draicchio e Paolo Mastromarco. Insieme formano un gruppo dai talenti eterogenei al quale si uniscono Vito Antonio Longo, Angelo Pantaleo, Enzo Leone e infine, nel 1991, Stratos Diamantis.

Il momento è favorevole per questi incontri sulle corde dell'etno music. Nasce così la possibilità di incidere un cd che prende il nome del gruppo "Al darawish". Forti di anni di esperienze live, i musicisti incidono un prodotto piuttosto maturo e ricco di sostanza. Alcuni titoli bastano a farsi un'idea dei temi trattati: "Gaza", "Mediterraneo", "Safar", "Tunes - Genova", "Jerusalem" e "Intifada".


 Il conflitto isrealo palestinese è argomento caro al gruppo ed al suo front man, così come grande attenzione è dedicata alla questione delle migrazioni. Non è un disco facile, ma è un prodotto importante nel suo gettare semi di consapevolezza. Tra i brani anche un testo in latino, "In prima luce" per raccontare in modo solenne dello sbarco visto nel porto di Bari.
Prima del loro scioglimento, nel 1996, gli Al darawish pubblicheranno un altro lavoro importante ma già proiettato verso il futuro di una parte del gruppo. Non a caso il titolo del secondo e ultimo album sarà "Radio Dervish"... ne riparleremo.... 

Un'ultima annotazione: attraverso il seguente link, è possibile informarsi e sostenere il nuovo progetto dei Radiodervish, ovvero l'album "Il sangre e il sal"



Post by Antonio LM with a little Captain's help

mercoledì 16 maggio 2018

Patrizia Scascitelli - Ballata (1975) & Live Università Statale di Milano (1976) - vinyl


Si parla poco di Patrizia Scascitelli, ed è veramente un peccato perché ci troviamo di fronte ad una grande artista con un percorso musicale di tutto rilievo che affonda le radici negli anni '70. Rendiamole giustizia. Romana di nascita, Patrizia inizia a suonare precocemente il pianoforte per poi diplomarsi al Conservatorio di Santa Cecilia. Accostatasi al jazz, frequenta un corso condotto niente meno che da Giorgio Gaslini, I giornali musicali degli anni '70, "Ciao 2001" in primis, la ricordano come la prima donna jazzista in Italia.


Entrata di diritto, grazie alla sua bravura, nell'orbita del jazz italiano, suona con musicisti del calibro di Bruno Tommaso, Massimo Urbani, Roberto Della Grotta. Forma anche una serie di band di cui diviene leader, partecipando ai più importanti festival jazz della nostra penisola, tra cui Umbria Jazz e quelli di Bologna e Pescara. La sua prima prova discografica, che deriva da una ricerca sul folklore italiano (così leggo sul sito "Jazz Italia" dal quale ho attinto parte di queste informazioni) risale al 1975 e si intitola "Ballata". Il disco è stato recentemente classificato sulla rivista "Jazzit." tra i dischi più rappresentativi della cultura giovanile degli anni settanta. E scusate se è poco!

Dopo la pubblicazione del debut album si trasferisce per un breve periodo a Milano dove collabora con alcuni musicisti locali tra i quali il sassofonista Daniele Cavallanti. Tornata a Roma, insieme al batterista Marvin "Boogaloo" Smith, al sassofonista Larry Dinwiddie e al percussionista Karl Potter forma il quartetto "Life Force". Insieme realizzano il secondo disco registrato dal vivo alla Statale di Milano nel 1975.


Sul finire degli anni '70 Patrizia Scascitelli, sempre alla ricerca di nuove sonorità, con uno stile proprio, esplora varie forme jazz, dal free al bebop, fusion e latin; dando vita a nuove formazioni, con solisti d'evidenza, quali il sassofonista Giancarlo Maurino, il chitarrista Dario Lapenna e il percussionista brasiliano Carlos Silva. Nel 1980 compone la musica dell'opera teatrale "Medea" di Camilla Migliori. Seguiranno "Istallazioni sonore" per la mostra d'arte di sculture e quadri di Marie Laure Piccinelli e altre collaborazioni con la letteratura, poesia, danza e arte visiva.

Nel 1981 si trasferisce a New York. Nella "grande mela" si esibisce nei maggiori teatri inclusi il Madison Square Garden, suonando al fianco di leggende musicali jazz tra cui Don Cherry, Maxine Sullivan, Clifford Jordan, Buster Williams, Charles McGhee, David "Fathead" Newman. Ultime annotazioni: sulla classifica della rivista "Musica Jazz", il suo CD "Live in Rome" , in coppia con Giorgio Gaslini, è stato indicato tra i migliori album del 2002 e nell'ultima classifica Patrizia è apparsa come  Musicista dell'anno 2003. Citazioni sulla pianista /compositrice si possono trovare sulla Grande Enciclopedia Jazz Curcio e in numerosi libri e riviste. Su Youtube sono postati alcuni suoi concerti e video.

E ora, finalmente, occupiamoci dei primi due dischi, rigorosamente in vinile, rispettivamente datati 1975 e 1976. 

Patrizia Scascitelli - 1975 - Ballata


TRACKLIST:

01. Introduzione
02. Tropico del Cancro
03. Danza corale ciclica carnevalesca
04. La Rinnidota
05. Lament
06. Ballata 1
07. Rispetto senese
08. Interludio
09. Ballata 2
10. Interludio
11. Inno all'albero della libertà
12. Vocero
13. Tarantella

Roberto Della Grotta
FORMAZIONE

Patrizia Scascitelli - piano
Roberto Della Grotta - basso
Mario Marinelli - batteria


Il disco di debutto di Patrizia Scascitelli è semplicemente meraviglioso ed è piuttosto difficile da reperire. L'ho avuto grazie all'amico Frank-One (ma che cosa non ha nella sua fonoteca?) che ringrazio e che ha prontamente risposto al mio accorato appello inviandomi i file rippati dal vinile.  Il disco, registrato nel marzo 1974 negli studi RCA di Roma, vede Patrizia, appena venticinquenne, sciorinare tutta la sua classe e la sua bravura, sorretta da due grandi musicisti quali Mario Marinelli alla batteria e Roberto Della Grotta al basso e al contrabbasso. Mi sono innamorato di questo disco fin dal primo ascolto, forse perché le atmosfere jazz sono sfumate, lasciando invece spazio a composizioni strumentali variegate, con echi di folk e prog sullo sfondo. Oggi credo di essere arrivato almeno al decimo ascolto.

 Patrizia Scascitelli - 1976 - Live alla Statale di Milano


TRACKLIST:

01. Riky
02. Tommy Seven
03. Blue Bossa


FORMAZIONE

Patrizia Scascitelli - piano
Larry Dinwiddie - sax tenore
Karl Potter - tumbe
Marvin "Boogaloo" Smith - batteria


L'anno successivo, dopo numerose esperienze musicali sui palchi dei principali festival jazz italiani, Patrizia Scascitelli, questa volta in quartetto, registra il suo secondo disco intitolato semplicemente con il suo nome. "Live alla Statale di Milano" è una definizione di comodo, giusto per meglio identificarlo. In effetti venne registrato il 28 gennaio 1975 nell'aula magna dell'Università Statale di Milano in occasione del "Festival Nuove Tendenze del Jazz Italiano" organizzato dal Centro di cultura popolare e dalla Commissione culturale del Movimento Lavoratori per il Socialismo. Il disco venne pubblicato nel 1976 dall'etichetta Edizioni di Cultura Popolare. E' stato ristampato nel 2009 in CD dalla Primo per il solo mercato giapponese. In ogni caso il disco l'ho trovato su ebay e non me lo sono lasciato sfuggire. I file, ovviamente, li ho rippati direttamente dal vinile. In questo concerto le atmosfere cambiano radicalmente rispetto a "Ballata", sposandosi verso un jazz più ortodosse, vista anche la presenza, piuttosto massiccia, del sax tenore di Larry Dinwiddie. I ritmi sono sostenuti dalle percussioni del mai dimenticato Karl Potter (scomparso a Roma nel 2003), artista a noi ben conosciuto per avere collaborato con numerosi gruppi e artisti prog (e non solo) italiani, dal Banco alla PFM,  dai Napoli Centrale a Pino Daniele, giusto per citarne alcuni.


I brani proposti sono solamente tre: la prima facciata è interamente occupata da Riky, unica lunga composizione di Patrizia Scascitelli. La seconda facciata include due tracce, dove il pianoforte di Patrizia trova giustizia solo in Blue Bossa, posto in chiusura dell'album. La pulizia del suono, per essere un live con 42 primavere alle spalle, è decisamente ottima. Varrebbe forse la pena, un po' più in là, scoprire o riscoprire il disco del 1998, "Homecoming", ancora in trio, e lo splendido "Live n Rome", con la magia dei due pianoforti di Patrizia Scascitelli e Giorgio Gaslini.

Per ora è tutto. Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Lo spazio per i commenti non manca. Buona ascolto.


Link Ballata (1975)
Link Live Statale di Milano (1976)

Post by George - Music by Frank-One & George

lunedì 14 maggio 2018

Serie "Bootleg" n. 271 - Ivan Graziani live 1979 -1981 (3 TV concert)



Periodicamente rendiamo onore al merito al grande Ivan Graziani, prematuramente scomparso nel lontano 1997, e lo facciamo questa volta postando tre brevi concerti risalenti al 1979 e al 1981. I primi due show vennero mandati in onda a suo tempo dalla RAI. Il terzo non so bene dove e quando venne trasmesso. Per entrare nel dettaglio, il primo è stato registrato a Roma (location sconosciuta) nel 1979. Era l'anno di "Agnese dolce Agnese", che seguiva a ruota "Pigro", pubblicato l'anno precedente. Lo show racchiude quattro tracce dall'album del 1979 (1, 3, 4 e 8), due da "Pigro" (5 e 7), e due da quel gioiellino intitolato "I lupi" (2 e 6) risalente al 1977. La registrazione è ottima. Il concerto si trova su un unico file.


Concert # 1
Ivan Graziani - Live in Roma 1979

TRACkLIST:

01. Doctor Jekyll & Mr. Hyde
02. Lugano addio
03. Taglia la testa al gallo
04. Fame
05. Pigro
06. Il topo nel formaggio
07. Monna Lisa
08. Agnese


Il secondo TV show è stato registrato due anni dopo, nel 1981, La trasmissione faceva parte di un ciclo di programmi, che sicuramente molti di voi ricorderanno, intitolato "In Tournée: cronaca di un appuntamento rock". Nel frattempo Ivan Graziani aveva registrato "Viaggi e intemperie" nel 1980, da cui sono tratti i brani di questo concerto, eccezion fatta per Pigro e per l'inedito Attila On The Drum, un brano strumentale posto in coda a Tutto questo cosa c'entra con il Rock 'Roll. Ottima registrazione anch'essa su un unico file.


Concert # 2 
Ivan Graziani Live 1981: In Tournèe / Cronaca di un appuntamento rock

TRACKLIST:

01. Radio Londra
02. Angelina
03. Pigro
04. Tutto questo cosa c'entra con il Rock 'n Roll
05. Attila On The Drum


Il terzo e ultimo concerto risale al 30 settembre 1981 ed è stato registrato a Bari, in occasione della rassegna "Caserme aperte". Il tour vedeva la presenza di Lucio Dalla e Goran Kuzminac al fianco di Ivan Graziani, una sorta di Q-Concert atto secondo. Ivan, che nel frattempo aveva pubblicato "Seni e coseni", apre lo show con la classica Agnese, per proseguire con Hei Padre Eterno (brano di apertura di "Seni e coseni") e con Dada (da "Viaggi e intemperie"). A questo punto Ivan  presenta l'amico Lucio Dalla che, solo sul palco col suo pianoforte, propone una toccante versione di Cara. Il finale è ancora di Ivan Graziani con Firenze seguita da una breve coda strumentale. Chiude la registrazione una breve intervista a Ivan Graziani e Goran Kuzminac. Veramente un bel documento sonoro con un'ottima qualità sonora. 


Concert # 3
Ivan Graziani con Lucio Dalla - Live 30.09.1981, Bari

TRACKLIST:

01 Agnese
02 Ehi Padre Eterno
03 Dada
04 Cara (Lucio Dalla solo)
05 Firenze (canzone triste)
06 Finale (strumentale)
07 Interviste a Ivan Graziani e  Goran Kuzminac


Cari amici siamo giunti al termine di questo omaggio live ad Ivan Graziani.
Per non dimenticarlo. Buon ascolto.

PS - ho numerato questo post col 271, in quanto il bootleg 270 è il concerto dei Guerrieri della Nota (anche se non indicato). Ci stiamo avvicinando sempre più rapidamente al fatidico 300. E non è poco.


Link Concert # 1
Link Concert # 2
Link Concert # 3

Post by George

domenica 13 maggio 2018

Stradaperta - 2002 - Antologia 1974/1984


TRACKLIST :

01. La luna di febbraio
02. Maida vale
03. Laura
04. Karen
 05. Figli dei figli della guerra
06. Adesso ho te
07. Tobruk
08. Strada principale
09. Italian zoo
10. Eva
11. L'altro uomo
12. Quattro chitarre
13. Verità e falsità
14. Una notte purpurea... di vino e altro!
15. Non è più tempo
16. Presentazione


Dell'estrema rarità di questo album degli Stradaperta non v'è alcun dubbio, lo testimonia la sua permanenza per un lustro nella wishlist stratosferica. Fu stampato in pochissime copie nel 2002 e diffuso privatamente dai membri del gruppo, forse in vista di una futura ristampa a più larga diffusione che però, di fatto, non venne mai effettuata. E' quindi cosa doverosa ringraziare il nuovo collaboratore "indiretto" della stratosfera, Adix, che ci ha inviato ben quattro contributi dalla nostra wishlist, tutti titoli di difficilissima reperibilità. Comiciamo appunto da questo -lasciatemelo dire- stupendo album, che ha il pregio di mostrare anche una vena prog-sperimentale, del tutto assente dal repertorio più conosciuto (e comunque di tutto rispetto sotto il profilo musicale) della band.


Gli Stradaperta sono conosciuti soprattutto per essere stati, per quasi un decennio (dal 1975 al 1984), il gruppo di supporto di Antonello Venditti. In realtà anche come band a sè stante ebbero una carriera di tutto rispetto, come ricorda Augusto Croce su Italianprog (al link la scheda completa): "(...) Con la prima formazione suonarono al quarto Festival d'Avanguardia e Nuove Tendenze, tenutosi a Roma, a Villa Borghese nel giugno '74, vincendo la classifica del "miglior nuovo gruppo". A settembre dello stesso anno suonarono anche al leggendario festival pop romano di Villa Pamphili. Gruppo popolarissimi dal vivo, la loro unica apparizione su disco fu sulla compilation live del 1975 Trianon 75 (qui presentata sul nostro blog grazie all'impareggiabile Frank-One - n.d.C.) , suonando sia da soli che come gruppo di accompagnamento di Antonello Venditti (...)"


I primi otto pur validissimi brani di questo lavoro provengono dai dischi ufficiali del gruppo (cinque da "Maida Vale" del 1979 e tre dall'EP del 1983 "Figli dei figli della guerra", che peraltro potete trovare qui). Analizzerò in maniera un po' più approfondita i restanti otto pezzi inediti che compongono quest'album, registrati in studio e live. Si parte dall'ottima "Italian zoo", una forte critica sociale dal testo attualissimo ancora oggi (colpisce e rievoca mondi di periferia una strofa come "fumo tagliato che butta giù"). "Eva" è un buon pezzo cantautoriale che richiama molto alla mente proprio Antonello Venditti. Con "L'altro uomo" si cambia decisamente registro: qui le influenze prog si fanno sentire in maniera più marcata, con una parte cantata reminescente addirittura di un certo Camisasca agli albori. Complici il flauto traverso e un accompagnamento psichedelico, il brano è davvero suggestivo e si piazza nella top personale del Capitano. Sullo stesso livello si colloca la successiva "Quattro chitarre" (tra l'altro, quella di avere 4 chitarristi fu la caratteristica che rese unica questa formazione in italia). A dispetto del titolo, il testo è in lingua inglese. Le atmosfere, anche in questo caso sono decisamente vicine alla psichedelia ed al prog, con il dolce suono del flauto traverso, di nuovo, a tessere delicate trame musicali. Altri due brani più tradizionali, ma sempre con parti musicali estremamente curate ("Verità e falsità" e "Non è più tempo"), inframmezate da una breve gemma di sperimentazione pura ("Una notte purpurea... di vino e altro!") ci conducono ad una "Presentazione" musicale della band durante un'esibizione live, che conclude questo opulento ascolto. Un ascolto che spazia tra diversi generi e che, alla fine, lascisa davvero soddisfatti e "riempiti", provare per credere...

Gli Stradaperta con Antonello Venditti

Come già detto più sopra, mi è risultato impossibile reperire altre info circa i singoli brani di quest'album. E' possibile supporre che i pezzi più prog appartengano alla prima formazione degli Stradaperta, ma sono appunto solo supposizioni. Chiunque sia in grado di aiutarci a fare luce sull'origine dei vari brani inediti è chiaramente benvenuto. Buon ascolto a tutti gli amici della stratosfera dal voster semprer voster Capitan, in combutta con Adix.


STRADAPERTA :

Renato Bartolini (voce, chitarra, mandolino) 1974/1984
Rodolfo Lamorgese (chitarra, armonica, percussioni) 1974/1984
Claudio Prosperini (chitarra) 1974/1984
Maurizio Lamorgese (chitarra, percussioni) 1974/1977
Marco Valentini (sax, flauto) 1974/1984
Marco Vannozzi (basso) 1975/1984
 Tony Tartarini (voce) 1983/1984


Per finire, vi lascio qualche link per completare ed integrare questo post e l'ascolto dell'album, se vorrete approfondire ulterirmente la vostra conoscenza circa questa storica band.

Qui il sito ufficiale degli Stradaperta
Dal sito psycanprog un'interessantissima intervista a Renato Bartolini
Qui la scheda dedicata su wikipedia
Repetita iuvant: la scheda dell'amico Augusto Croce su Italianprog

 

LINK

Post by Captain, music by Adix