venerdì 19 maggio 2017

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 56 (Serie "Bootleg" n. 240) - Roberto Cacciapaglia - Cammino Stellare - Ragusa, 17 giugno 2015


TRACKLIST

01 Antartica
 02 Floating
03 Sarabanda
04 Dialogo
05 Olimpica
06 Oceano
07 Luminous night
08 Intro Canone degli spazi
09 Canone degli spazi
10 Double vision
11 Endless time
12 Seconda navigazione
13 Intro Wild side
14 Wild side
15 Nuvole di luce
16 Intro How long
17 How long
18 Atlantico


Roberto Cacciapaglia - concerto piano solo....
È buio e luce insieme. Silenzio e suono. Suono che sorge dal silenzio. Proprio come un'alba che giunge guidata dalla notte. Le suggestioni si inseguono. Le dita danzano sui tasti bianchi e neri del pianoforte. Poi applausi che diventano un crescendo e si tramutano in un ideale abbraccio per il maestro Roberto Cacciapaglia. Il suo concerto è davvero, come promette il titolo, un “Cammino stellare” che ripercorre varie fasi del percorso artistico di questo compositore dall'ispirazione profonda e dal talento smisurato.

La cattedrale di San Giovanni Battista è il luogo sacro che ha ospitato il primo degli eventi musicali del Festival delle Relazioni. Ed è davvero sorprendente, lo confiderà il musicista stesso al termine del concerto, constatare il livello di attenzione che ha coinvolto le mille persone che hanno affollato la navata centrale ed i due transetti del tempio cristiano. Le note non hanno religione, ma sono senza dubbio sacre nel caso di Caccipaglia in quanto specchio di un'anima alla ricerca del senso profondo dell'esistere. 


 Il tocco delle dita produce suoni cristallini e, merito anche di un'ottima acustica, provoca emozioni profonde. “La mia musica – aveva spiegato l'artista – viene dal profondo e vuole arrivare nel profondo”. Il concerto si apre con “Antartica”, brano composto per fungere da colonna sonora del racconto di una spedizione scientifica. Si prosegue con “Floating” e “Sarabanda”. Il tema marino, echeggiato nel titolo della manifestazione “Le onde e il mare” appare molto presente. Ma non mancano episodi che sono frutto delle sperimentazioni che hanno reso celebre Cacciapaglia già negli anni Settanta. “Canone degli spazi” è uno dei risultati più avanzati in questa direzione. Molti dei brani sono estratti dalla trilogia discografica che ha visto il maestro milanese affiancato dalla Royal Filarmonica Orchestra. L'esecuzione per piano solo riesce a rendere il clima più essenziale. Neanche l'infortunio al piede sinistro scoraggia il musicista che, in ogni caso, ha voluto essere presente a Ragusa per rispondere all'invito di Giovanni Caccamo, direttore artistico del Festival delle Relazioni. Dopo avere attraversato “Nuvole di luce”, avere incontrato l'arcangelo “Michael” e attraversato “l'Atlantico”, il pubblico ragusano appare sospeso e colmo di stupore per quanto possa aver detto e raccontato un musicista che, in questa fase della carriera, ha scelto di far parlare il silenzio. Spazio perduto, significativo ed essenziale nel percorso di ogni essere umano. “Un mio maestro – racconta Cacciapaglia – dopo essere stato ringraziato per quello che non aveva detto, ha aggiunto che ancora molto gli restava di non dire”. Inutile aggiungere altro.
Al seguente link una mia intervista al maestro Cacciapaglia.

 
LINK

Post by Antonio LM, put on blog by Captain

mercoledì 17 maggio 2017

Three Million's Super Special Post n. 2 - Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 26 - An Evening with Crosby & Nash (Torino, 2005) and Crosby, Stills & Nash (Aosta 2010)

First time on the web


PREMESSA

La serie "Historic prog (or not prog) bands live in Italy" mi concede la possibilità di estrarre dal cassetto una serie di concerti inediti che desidero condividere con gli amici della Stratosfera. Nel caso in oggetto, bel lontani dalle sonorità prog, vi propongo una full immersion nel West Coast sound più puro, quello dei miei - e sicuramente dei vostri - Idoli degli anni '70. Sono di scena David Crosby & Graham Nash in un concerto ancora inedito sul web, risalente al 2005 e da me registrato al Teatro Colosseo di Torino il 7 marzo 2005. Segue a ruota il trio Crosby, Stills & Nash, in uno spettacolare concertone registrato, sempre dal sottoscritto, il 21 luglio 2010 al Teatro Romano di Aosta. E' quasi first time e vi spiego le ragioni. Quella sera di sette anni fa assistetti al concerto con il mio amico Danilo Jans, autore dei meravigliosi scatti fotografici che corredano la recensione. Io mi occupai della registrazione dello show, lui delle fotografie. Il brano di apertura, Woodstock, risulta tagliato nella parte iniziale, perché ci stavamo ancora sedendo e CS&N, senza presentazione alcuna, sbucarono sul palco all'ora d'inizio stabilita e iniziarono a suonare. E' possibile, ma non ho ricordi certi. che io abbia "passato" la registrazione a Danilo e che l'abbia postata per un breve periodo. In un nanosecondo il sito americano Sugarmegs me l'ha fagocitato (stessa parte mancante di Woodstock!!) listandolo come "Live at Anfiteatro di Aosta" ed è per questo - credo - che il buon Danilo ha linkato il mio concerto su Sugarmegs. E con questo nulla di male. Concerto e scatti fotografici oggi sono qui a vostra disposizione.


Dedico questi due rari concerti  innanzitutto al Capitano, mente e ideatore del blog, con il quale da anni condivido questa entusiasmante e straordinaria avventura, quindi all'amico Francone, gran conoscitore di tutti i più remoti meandri del prog nazionale e non solo, quindi agli altri collaboratori della Stratosfera (passati e presenti) e, soprattutto, a VOI, amici cari,  che ci seguite da sempre con costanza e affetto e che avete permesso a questo blog di raggiungere l'ambito traguardo dei 3 milioni 3 di visite e dei 7 anni 7 di vita. Scusate se mi gaso un po', ma non succede proprio a tutti. E poi da qualche mese ci siamo anche "internazionalizzati" con l'inserimento della nuova creatura "Historic prog (or not prog) bands live in Italy". Insomma, una gran bella soddisfazione. Grazie ancora e non mancate di seguirci perché i nostri archivi e i nostri cassetti sono ancora pieni zeppi di meraviglie da condividere.



E ora diamo spazio ai giganti della West Coast, David Crosby. Graham Nash e Stephen Stills

An Evening with David Crosby & Graham Nash
Torino, Teatro Colosseo, 7 marzo 2005


TRACKLIST CD 1:

01. Military Madness
02. Marrakesh Express
03. Long Time Gone
04. Lay Me Down
05. Immigration Man
06. In My Dreams
07. Southbound Train
08. Carry Me
09. Jesus of Rio
10. New Song
11. Cathedral
12. Band presentation
13. Déjà Vu
14. Cold Train
15. Live On (The Wall)


TRACKLIST CD 2:

01. Milky Way
02. Guinnevere
03. Just The Song Before I Go
04. Don't Dig Here
05. Wasted On The Way
06. Wind On The Water
07. Wooden Ships
08. Our House
09. Teach Your Children


LINE UP

David Crosby - vocals, guitar
Graham Nash - vocals, guitar, piano
Dean Parks - guitar
Andrew Ford - bass
James Raymond - keyboards
Stevie "D" Distanislao - drums


Abbiamo dovuto attendere il 2005 per poter vedere per la prima volta dal vivo, insieme in Italia, David Crosby e Graham Nash, due mostri sacri, due miti che hanno fatto la storia del rock e scritto pagine indimenticabili. Scusate, ma a ripensare a quella serata mi emoziono ancora e non mi vergogno di confessarvi che sulle note di Wooden Ships mi è scesa la lacrimuccia. Una serata con Crosby e Nash era il titolo del tour condotto per l'Europa nel 2005 dal duo, con alcune tappe nel nostro Paese. In particolare suonarono il 4 marzo a Trento, il 5 a Cortemaggiore (PC), il 7 al Teatro Colosseo di Torino, l'8 marzo al Teatro Smeraldo di Milano e, infine, il 10 marzo all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

Dal 1972, anno in cui venne pubblicato il leggendario "Graham Nash - David Crosby" ad oggi, sono solamente quattro gli album di studio incisi dal duo. Certo, la notevole produzione solista, quella in trio con Stephen Stills e quella in quartetto con l'aggiunta di Neil Young, hanno lasciato ben poco spazio alla sala di registrazione. Eppure, nel 2004, Crosby e Nash si ritrovarono insieme ad un gruppo di musicisti, tra i quali Russell Kunkel e James Raymond, per registrare un nuovo disco, addirittura un doppio album, semplicemente intitolato "Crosby & Nash".  Per la cronaca James Raymond (che suona le tastiere nel concerto qui postato) è figlio naturale di David Crosby nonché componente dei CPR, con Crosby e Pevar. Il tour del 2005 fu anche l'occasione per promuovere il nuovo disco, proponendo dal vivo alcune ottime tracce quali Lay Me Down, Jesus of Rio, Live On (The Wall), Milky Way e Don't Dig Here.



La parte del leone l'hanno fatta, naturalmente i grandi classici degli anni '60 e '70. Il concerto di Torino si apre con una tripletta da togliere il fiato: Military Madness, Marrakesh Express e Long Time Gone, quest'ultima sostenuta dalla sempre splendida voce di David Crosby. Ricordo però un Crosby stanco e un po' provato, che necessitava di numerose pause. Spesso spariva dietro le quinte lasciando il palco al solo Graham Nash, sempre dotato di una incredibile vitalità, e al gruppo che li accompagnava. Splendide le versione di Cathedral, uno dei capolavori di Graham Nash, di Déjà Vu e, soprattutto di Guinnevere (impasti vocali perfetti e altra lacrimuccia). Gran finale con Wooden Ships, Our House e Teach Your Children come bis.
Unforgettable.


Link CD 1
Link CD 2


Crosby, Stills & Nash
Aosta, Teatro Romano, 21 luglio 2010


TRACKLIST CD 1:

01. Woodstock (cut intro)
02. Military Madness
03. Long Time Gone
04. Bluebird (Buffalo Springfield)
05. Marrakesh Express
06. Southern Cross
07. In Your Name
08. Long May You Run
09. Déjà Vu
10. Wooden Ships


TRACKLIST CD 2:

01. Helplessly Hoping
02. Norwegian Wood (The Beatles cover)
03. Midnight Rider (Greg Allman cover)
04. Girl from the North Country (Bob Dylan cover)
05. Ruby Tuesday (The Rolling Stones cover)
06. What Are Their Names (a cappella version)
07. Guinnevere
08. Delta
09. Cathedral
10. Our House
11. Behind Blue Eyes (The Who cover)
12. Almost Cut My Hair
13. Love The One You're With

encore
14. Chicago
15. Teach Your Children

Bonus track
16. Woodstock (afternoon soundcheck)



LINE UP

David Crosby - vocals, guitar
Stephen Stills - vocal, guitar
Graham Nash - vocals, guitar, keyboards
Todd Caldwell - keyboards
Robert Glaub - bass
Joe Vitale - drums



Tappa d'eccezione di C,S & N ad Aosta, in occasione del tour europeo ed italiano del 2010. In Italia toccarono solo quattro località: Milano (16 luglio), Lucca (17), Roma (19) e Aosta (il 21 luglio, nella splendida cornice dell'antico Teatro Romano). Data l'eccezionalità dell'evento, io e l'amico Danilo Jans, armati rispettivamente di registratore e di macchina fotografica, già a metà pomeriggio stavamo razzolando sotto il palco, curiosando tra gli amplificatori e l'impianto luci, attendendo con ansia l'arrivo dei tre mostri sacri per il soundcheck. CS&N (con o senza Young), da soli o insieme nelle diverse formazioni, hanno accompagnato senza dubbio la nostra adolescenza e anche la nostra maturità. All'improvviso li vediamo attraversare il prato antistante il Teatro e salire sul palco per le prove. Ma ecco che sul più bello veniamo invitati dai roadies ad allontanarci. Il trio non gradisce la presenza di spettatori durante il soundcheck. E così, a malincuore, ce ne andiamo. ma ciò non mi impedì, seppur ad una ragguardevole distanza, di registrare Woodstock (che aprirà poi il concerto serale) che ho inserito come bonus track. Alle 21,30, con soli 15 minuti di ritardo rispetto all'orario previsto, mentre ero ancora distratto in chiacchiere,  David Crosby, Stephen Stills e Graham Nash salirono sul palco ed iniziarono a suonare. E qui ebbe inizio un concerto semplicemente memorabile.



Contrariamente al concerto del 2005,qui ci troviamo di fronte ad un David Crosby in gran forma (non parlo dei chili in eccesso ma della splendida voce e della vitalità). La scaletta ripercorre la storia dei tre musicisti (addirittura suonano Bluebird dei Buffalo Springfield), attingendo a piene mani sia dal repertorio comune che da quello solista. La particolarità di questo concerto risiede nell'esecuzione di numerose cover di artisti quali Beatles, Who, Stones, Dylan e altri, brani che sarebbero dovuti confluire su un annunciato album di cover programmato per fine 2010. Purtroppo è rimasto solo un annuncio. Anche in questo caso finale da brivido con Chicago (Nash è grandissimo) e Teach Your Children. Se avete osservato la line-up non vi sarà sfuggita la presenza di Joe Vitale, storico batterista che ha accompagnato la band nel suo quasi intero percorso musicale.


Per qualche informazione curiosa sul concerto vi rimando alla lettura dell'articolo scritto dall'amico Gaetano Lo Presti sul suo blog, che come titolo riprende una frase auto ironica pronunciata dal trio "E' la prima volta che suoniamo in un posto più vecchio di noi", riferendosi naturalmente all'antico Teatro Romano di Aosta (risalente al 25 a. C.), reso ancora più celebre al grande pubblico con i telefilm del commissario Rocco Schiavone. Mi permetto di pubblicare una foto che vi darà l'idea della suggestione della location.


Vi lascio con altri scatti fotografici della serata. Con questo è tutto. Magari, data l'occasione, due commenti in più sarebbero graditi. Al vostro buon cuore.
Buon ascolto.


Link CD 1
Link CD 2


Post by George - Pictures by Danilo (CS&N set)

lunedì 15 maggio 2017

Three Million's Super Special Post (Serie "Bootleg" n. 239) - PFM + Alberto Fortis - Soundcheck and complete set Live Arena di Milano, 10 Settembre 1979

 
Preambolo del capitano - Rubo un po' di spazio all'amico Francone, gentilissimo "celebratore" di questo bellissimo traguardo, perchè penso sia giusto, come fondatore del blog, rivolgere un grazie di cuore a tutti i nostri affezionti lettori che, con il tempo, sono diventati un numero considerevole. Ebbene sì, la Stratosfera ha ricevuto la bellezza di tre milioni di visite proprio mentre sto lavorando a questo post e, sappiatelo, la festa è doppia perchè la leggenda narra che la stratosfera nacque in una serata tempestosa del maggio 2010. Dunque esattamente 7 anni fa, miei cari amici. Numero sabbatico, per giunta, e numero fortunato secondo gli antichi saggi (ed uno moderno, mister Battiato, che inseriva sempre il numero sette nei suoi album - ricordi da un'intervista letta), propiziatorio sicuramente per nuovi stratosfercici viaggi. Chi vivrò vedrà, grazie ancora a tutti voi amati lettori e amati compagni d'avventura...


P.F.M. Arena di Milano 10 Settembre 1979
Festival Nazionale de l’Unità
Plus check sound iniziale e open guest Alberto Fortis

E così siamo a 3.000.000 !!! E per questo importante traguardo ho pensato di decidermi a dedicare un po’ del poco tempo a mia disposizione per donare un qualcosa di veramente speciale, e quindi cerca e ricerca mi sono imbattuto in un vecchio post anche della StratoSfera che riportava questo concerto della già PFM e non più Premiata Forneria Marconi, ma una cosa mi ha subito colpito: era più corto delle mie 2 cassette che lo contenevano, insomma a me il concerto lo regalò un amico, il mitico Gigi Leva che non posso non menzionare e ringraziare, benché pure io fossi presente. Me lo donò nella sua totale integrità, tanto da esserci gli oltre 10 minuti iniziali di soundcheck e l’intera performance di Alberto Fortis, più altri brani eseguiti dalla stessa PFM non presenti fino ad oggi da nessuna parte, o almeno così mi pare.

 
Si parte con gli artisti intenti a scaldare gli strumenti ed infine il presentatore della manifestazione che dà ragguagli sulla performance serale e quella dei giorni a seguire. All’inizio le pile del registratore di Gigi avevano dei problemi, fortuna che se ne accorse durante il soundcheck, il fastidioso cigolio dei primi minuti, così da riuscire a provvedere per eliminarlo nel resto del concerto. A questo punto comincia il concerto, e lo stesso Franz introduce Alberto Fortis, reperibile anche sul tubo (qui sopra). Fortis sale sul palco e subito polemizza con alcuni giornalisti, in particolare del Corriere della Sera, ma non vi anticipo nulla, potete tranquillamente ascoltarlo. In seguito chiama sul palco qualcuno che dal pubblico potesse suonare con lui, cosa in quegli anni non insolita. Nello stesso spezzone di Youtube di cui sopra si nota come il cantautore di Domodossola canti su basi preregistrate, tanto da dare il via al tecnico Mike dicendo prima de La pazienza: ”Okay Mike” e ringraziarlo al termine della sua performance. I brani sono tutti del suo album di esordio "Alberto Fortis", dove aveva suonato l’intero ensemble della PFM: probabilmente la…”cattiveria” a cui accenna non era in scaletta, ma richiesto ad alta voce per un bis, si ritrova ad interpretare il brano più scomodo di tutta la sua carriera. Io mi auguro che i nostri frequentatori di Roma e dintorni non ne abbiano a male, Fortis ha spiegato, o forse cercato di spiegare i motivi del suo A voi romani, e non vorrei aggiungere altro.

 
Finalmente sale sul palco la PFM, che immediatamente dedica l’intero concerto all’amico Fabrizio De Andrè in quei giorni in mano all’anonima sequestri sarda, augurandosi che possa tornare quanto prima, stranamente senza dire una parola od un accenno alla compagna di lui Dori Ghezzi, anche lei in mano ai rapitori. Si parte con una Volo a vela diversa nei testi dalla versione presente in Suonare Suonare, che sarebbe stato pubblicato da lì a poco, e che vede l’esordio alla voce di Flavio Premoli, come sottolineato dallo stesso Franz. I più esperti avranno notato che questa versione di Volo a vela è la stessa presente nel filmato che documenta il Concerto sempre all’Arena di qualche mese prima in occasione della scomparsa di Demetrio Stratos. A seguire una Passpartù anche qui riveduta e corretta, e la line up della formazione in classico quartetto più…”il polistrumentista Lucio Fabbri”: ritengo inutile ricordare chi fossero i quattro. Segue La luna nuova anche qui con nuovi inserti, e annunciata da Franz Il banchetto in versione molto simile a quella che anni dopo sarebbe stata pubblicata nel doppio live Performance, con Francone Mussida come sempre a farla da padrone.



Arriviamo a Dolce Maria con la grande introduzione di Flavio Premoli ed il flauto che sinceramente non ricordo se fosse suonato da Lucio Fabbri o se fosse riprodotto dal moog dello stesso Premoli. A questo punto la mia cassetta riporta il brano col titolo Peninsula, ma c’è anche un punto interrogativo. Seppur con intro diversa mi sembra il brano presente nell’album Jet Lag, o forse no, dite voi cosa ne pensate. Io mi limiterò a sottolineare la chiusura con l’assolo da paura di Mussida. Segue l’omaggio all’amico in difficoltà con Il pescatore, ed in seguito un bel duetto Di Cioccio / Djivas senza titolo. Nel ristampato di recente Live TSI di quegli anni questo brano viene indicato col titolo Tanti auguri, ma nulla ha a che vedere con quanto presente nel già citato Suonare Suonare. Io ho una reminiscenza dal titolo Clinics, ma non ricordo proprio da dove arrivi questo ricordo. Se potrete sicuramente sarete voi di aiuto.

 

Nel secondo CD Franz Di Cioccio presenta da par suo la cover dei Beatles Eleanor Rigby, ed in seguito un po’ di gloria per il gradito ospite Lucio “Violino” Fabbri, che sarebbe divenuto presenza costante in futuro, e che qui propone il suo Moto perpetuo di Paganini anche questo nel futuro Live Performance, e a chiusura del concerto E’ festa / Celebration ed il mini assolo di Franz. Cominciano i bis : Impressioni di Settembre, seguita da un nuovo brano annunciato da Franz dal titolo Rock è bello, che poi riveduta e corretta sarebbe diventata Sogno americano in Suonare Suonare, qui a doppia velocità rispetto a quella che sarebbe stata riproposta sull’album, con assolo finale di Franz e ripresa di Volo a vela a parziale chiusura del concerto. Ma, richiamati fuori a gran voce, eccoli uscire di nuovo per l’ultimo bis, richiamando anche Alberto Fortis, con quella Milano L’Arena il 10 Settembre, reperibile anche questa sul tubo (qui sotto), con qualità veramente bassa, e dalla quale ho cercato di estrapolare le poche foto che vi propongo. Nel corso del brano ogni artista, incluso Fortis, ha un breve spazio per singoli assoli e chiude il tutto il reprise di E’ festa. Ho voluto documentare, come solito in quegli anni, anche la musica diffusa dagli altoparlanti e l’invito a recarsi presso le uscite, a totale chiusura del tutto, benché qualcuno provasse ancora con: “Fuori fuori fuori”.



Cari amici, in conclusione che dirvi? Molti amici mi avevano chiesto questo concerto, ma io un po’ per pigrizia, un po’ per mera mancanza di tempo avevo sempre rimandato. Ma il traguardo dei 3.000.000 di contatti non poteva lasciarmi indifferente, per cui vuole essere un ringraziamento in primis al mitico Capitano che ha creato tutto questo, una persona che pur non avendo mai incontrato personalmente sento come un amico, e vedi mai che data la distanza non proibitiva prima o poi accada di poterci anche stringere la mano parlando di questo nostro mondo anche di persona.

Poi vorrei citare anche l’altro amico George, prodigo di chicche e gemme, presenza costante ed anche lui grande amico. E tra gli amici questa volta al quale ho avuto piacere di stringere la mano non posso non citare il Maestro Augusto Croce, autore della nostra bibbia quell’Italianprog digitale e cartaceo, che sovente ci ha anche deliziato con interventi sempre pertinenti e puntuali.

Ma soprattutto grazie a Voi che ci leggete e ci ascoltate, senza la Vostra presenza noi non avremmo motivo di esistere. Certo qualche parola di incoraggiamento e qualche commento in più male non farebbero, come tempo fa faceva notare George, ma sono sicuro che almeno questa volta vorrete gratificarci in quantità più copiosa ed anche partecipativa.

Grazie a tutti, un grande abbraccio davvero a tutti tutti tutti !!! FRANK - ONE

LINK CD 1 (sound check - Alberto Fortis set)
LINK CD 2 (PFM Complete Set)

Post by Frank-One &Captain

giovedì 11 maggio 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 25 - In Cahoots - Live Bergamo 25.05.1990


TRACKLIST CD 1:

01. Green & Purple Intro / Hic Haec Hoc / A Simple Man 
02. Second Sight 
03. No Holds Barred 

TRACKLIST CD 2:

01. Unda 
02. Truly Yours 
03. And Thus Far 
04. Above and Below 

Phil Miller
LINE UP

Phil Miller -  guitar 
Elton Dean - alto sax, saxello 
Fred Thelonious Baker - bass guitar 
Pip Pyle - drums 


Gli In Cahoots sono troppo spesso considerati dai critici musicali come marginali rispetto alla scena musicale di Canterbury, prova ne è che alcuni autori (uno di questi è Cesare Rizzo) nei loro corposi volumi illustrati dedicati al progressive rock e alla Canterbury Scene li ignorano del tutto. Nel nostro piccolo e con modestia vediamo di recuperarli  e dare loro la giusta dignità.  La biografia degli In Cahoots, rispetto ai "mostri sacri" della scena musicale di Canterbury, è relativamente recente. L'idea scaturisce dal chitarrista Phil Miller (già componente di band storiche quali Matching Mole, Hatfield and The North, National Health, giusto per citare le principali) insieme al batterista Pip Pyle (anch'egli componente degli Hatfield and The Northe, dei National Health e prima ancora dei Gong, purtroppo scomparso nel 2006). Con loro il bassista Richard Sinclair (anche lui con H&N, oltre che con Caravan e Camel) e il sassofonista ex Soft Machine Elton Dean, scomparso pure lui nel 2006. 


Nel 1983 li raggiunge il tastierista Peter Lemer e la formazione si assesta a quintetto. Nel 1985 al posto di Sinclair subentra niente meno che Hugh Hopper, altra leggenda nei Soft Machine. Questa formazione, oltre ad accompagnare Phil Miller nel suo album solista "Cutting Both Ways" del 1987, registrerà, con il nome Phil Miller In Cahoots, il "Live 86-89" (pubblicato nel 1991). La formazione è molto fluida e i cambi dei componenti sono frequenti, Nel 1988 Fred Baker subentra a Hugh Hopper. Il quartetto composto da Phil Miller, Elton Dean, Frank Baker e Pip Pyle è quello che appare in questo concerto italiano del 1980, piuttosto raro, così come sono rare le registrazioni live non ufficiali degli In Cahoots. In questo doppio CD il gruppo propone un suono più vicino ai Soft Machine della metà anni '70 piuttosto che alle sonorità tipiche del Canterbury Sound. L'influenza di Elton Dean è decisamente forte. Alcune di queste tracce le potrete ritrovare nel "Live in Japan" del 1993.

Fred Baker
La vita musicale del gruppo proseguirà per tutto il corso degli anni 2000. L'ultimo disco da me conosciuto di Phil Miller In Cahoots risale al 2011. Ammetto di averli persi di vista da alcuni anni. In ogni caso su Discogs troverete la discografia completa, mentre per la biografia vi rimando ai numerosi siti dedicati a Phil Miller e a Elton Dean. Le immagini a compendio di questo post non sono legate al concerto del 1990, ma riprendono gli In Cahoots in formazioni diverse. E' tutto.
Buon ascolto




Link CD 1
Link CD 2


Post by George

PSC (Post Scriptum Capitanis) fuori contesto (perdonami George) - I più attenti di voi si saranno accorti che ci stiamo avvicvinando all'incredibile numero di 3000000 (tre milioni!!!) di visite del blog da maggio 2010. Quindi la ricorrenza sarà doppia, perchè il blog compie 7 anni (numero perfetto secondo alcuni, tra cui Franco Battiato). Stiamo preparando una bella sorpresa per la doppia ricorrenza, a cura del grande Frank-One, preparatevi perchè ormai ci siamo, viste le 2000 e passa visite quotidiane. Grazie a tutti voi per l'affetto che ci dimostrate da tutto lo staff stratosferico

mercoledì 10 maggio 2017

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 55 (Serie "Bootleg" n. 238) - Franco Battiato - L'Imboscata Live - Torino, 17 Marzo 1997


TRACKLIST :

01 - Ein tag aus dem leben
02 - Summer on a solitary beach
03 - Strani giorni
04 - Gli uccelli
05 - Voglio vederti danzare
06 - La stagione dell'amore
07 - Splendide previsioni
08 - Segunda feira
09 - Amata solitudine
10 - Povera patria
11 - L'era del cinghiale bianco
12 - Memoria di Giulia
13 - Ecco com'è che va il mondo
14 - E ti vengo a cercare
15 - Centro di gravità permanente
16 - Canzone chimica
17 - Sentimento nuevo / Bandiera bianca
18 - Cuccurucucu
19 - La cura
20 - Di passaggio


"Battiato come Jimi Hendrix", "Battiato dalle chiese ai palasport", e via discorrendo. Un paio di tioli da altrettanti quotidiani dell'epoca aiutano a farsi un'idea di come appariva il tour seguito alla fortunatissima pubblicazione dell'album "L'imboscata". Perfetta sintesi tra le intenzioni pop del nostro e le arditezze letterarie dei testi di Manlio Sgalambro. Al fianco di Battiato niente meno che David Rhodes alle chitarre (un mostro di bravura) coadiuvato dall'altrettanto bravo Chicco Gussoni (in questo tour anche oboista). E poi Lele Melotti alla batteria, Walter Tesoriere alla programmazione e alle tastiere, Angelo Privitera al pianoforte elettrico, Paolo Costa al basso e Nicola Walker Smith ai cori, senza dimenticare il "Nuovo quartetto italiano", ovvero Alessandro Simoncini (violino), Luigi Mazza (violino), Demetrio Comuzzi (viola) e Luca Simoncini (violoncello). Una squadra perfetta per presentare successi vecchi e nuovi con una ritmica incalzante. Così i palazzetti di mezza Italia si popolano di dervish giranti, di zingare del deserto, vedono volare uccelli in ascese velocissime, sventolare bandiere bianche.


E' l'apoteosi che si eleva nel canto de "Le cura", il successo del momento. Ma c'è anche tanta ironia e voglia di puro divertimento nel successo rock di Battiato. C'è una "Canzone chimica" che su un riff di chitarra di "Areknames" spinge proprio il filosofo di Lentini a declamare in latino un elenco dei batteri che popolano il nostro organismo... Una festa di colori e suoni che, lascia in ombra quasi tutto il repertorio mistico e nelle sue intenzioni pop convince in pieno. L'audio del cd è perfetto. Deriva dalla registrazione ufficiale del concerto pubblicata su VHS e parzialmente messa in onda da Mamma Rai nell'estate del 1997. Grande il rimpianto per la mancanza di pezzi strepitosamente riproposti come "Un'altra vita", "Strade dell'est", "Up patriots to arms" e "Breve invito a rinviare il suicidio", scartati chissà perché nelle registrazioni... Per ragioni di spazio, ho tagliato fuori una "Prospettiva Nevskj", per altro male improvvisata e "Stranizza d'amuri" che abbiamo avuto modo di apprezzare tante volte e che in questo tour non è stata poi cantata molte volte.


Resta una piccola incognita sulla data e il luogo del concerto. Secondo alcuni si tratterebbe della data del Palasport di Milano, secondo me, invece, è possibile che sia la data di Torino. Entrambe furono riprese dalle telecamere, non a caso si vedono piccoli inserti di un concerto dove Battiato indossa una camicia blu, mentre per il resto delle canzoni ne ha una bianca. Ricordo da un articolo dalla cronaca del concerto di Milano che l'artista ne avesse proprio una scura... Inoltre la cronaca del concerto di Torino ("Battiato eroe dei due mondi" a firma di Marinella Venegoni per La Stampa) fa riferimento ad alcuni problemi tecnici sulla "Canzone chimica" e, per gli osservatori più attenti del video, si nota che Battiato prende una piccola scossa dal microfono proprio sull'incipit del brano... dettagli. Il resto è una sintesi del tour assolutamente godibile.
Buon ascolto, se lo vorrete!



Post di Antonio LM, pubblicazione del Capitan

lunedì 8 maggio 2017

Serie Bootleg" n. 236-237 (Yesterday & Today n. 16) - Roberto Vecchioni live in Vidracco (TO) 1977 & live in Aosta 2011

First time on the web


Doverosa premessa: entrambi i concerti li ho registrati io,  con il mio registratore, quindi questa volta non andiamo a ledere gli interessi di nessuno, né di qualche casa discografica né di qualche presunto erede (leggasi i commenti al post della Third Ear Band). I concerti sono esclusivamente miei e ora anche degli amici della Stratosfera, Detto questo vi ricordo che ho scovato il nastro con il concerto del 1977 nel mio scatolone delle meraviglie. Si tratta di un set totalmente acustico, dove Roberto Vecchione propone una serie di brani tratti dai suoi dischi della prima ora, intervallati da lunghi dialoghi con lo scarso pubblico presente. Se ben ricordo (ma il tempo è oblio) eravamo si è no un centinaio di persone. Io allora collaboravo con una radio libera (ma libera veramente) per la quale venni inviato  a catturare Roberto Vecchioni dal vivo e ad intervistarlo. L'intervista, realizzata da me e da un amico di un'altra radio è rimasta in calce alla registrazione originale. Riascoltandola mi sono reso conto che non aggiunge nulla al valore del concerto e per questa ragione l'ho tagliata. Quello del 2011 (scusatemi per la non attualità della registrazione) coglie Vecchioni nella sua veste elettrica in un concerto di piazza, accompagnato da ottimi musicisti (tra questi Lucio Fabbri). Aprirono il concerto i Nomadi. Anche di questo set possiedo la registrazione che verosimilmente sarà oggetto di un prossimo post.


Yesterday

Roberto Vecchioni live in Vidracco (TO), Teatro Tenda 
ottobre 1977 (concerto acustico)


TRACKLIST 

01. I poeti (da "Ipertensione", 1975)
02. Per un vecchio bambino (da "Samarcanda", 1977)
03. Velasquez (da "Elisir", 1976)
04. Canzone per Francesco (da "Elisir", 1977) 
05. Alighieri (da "Ipertensione", 1975)
06. Canzone per Laura (da "Ipertensione", 1975)
07. L'ultimo spettacolo (da "Samarcanda", 1977)
08. Pesci nelle orecchie (da "Ipertensione", 1975)
09. Figlia (da "Elisir", 1976)


Roberto Vecchioni - voce, chitarra acustica
Carlo Coccioli - chitarra acustica


Vidracco è un paesino di poche migliaia di anime in mezzo alle campagne del Canavese, in provincia di Torino, dove annualmente si tiene la"Festa dell'uva", momento di rilievo per tutti gli amanti della buona tavola e, soprattutto, di qualche buon calice di nebbiolo. Roberto Vecchioni era l'ospite dell'edizione 1977. Il mese era quello di ottobre, la data esatta non la conosco in quanto non indicata sulla copertina del nastro. Poco male. Alle spalle Vecchioni aveva già otto album, dal debutto del 1971 con "Parabola" a "Samarcanda" del 1977, fresco di stampa al momento del concerto. Vecchioni, nel contesto di questa festa di paese, si esibisce "unplugged", accompagnato solo dalla sua chitarra acustica e da quella dell'amici Carlo (il cognome è rimasto sconosciuto). Si diverte a dialogare con il pubblico tra un brano e l'altro, con messaggi tipicamente antipolitici e anticlericali (d'altronde nel 1977...). Lui, allora ancora insegnante di latino e greco nei licei, con una laurea conseguita alla Cattolica di Milano, canta di poeti, di navigatori, di letterati, di amori infranti, con un linguaggio ironico, pungente e spesso dissacrante ("Alighieri"), mai volgare. Vecchioni è un intellettuale e non tradisce le sue origini e il suo bagaglio culturale. Il concerto è veramente piacevole (peraltro credo che esistano ben poche testimonianze dal vivo di questo periodo) e la registrazione, perdonate l'immodestia, è veramente ottima, pur essendo una audience. Niente Philips K7 questa volta, ma un registratore quasi professionale con due microfoni stereo. I brani proposti attingono a piene mani  dagli album "Elisir" e "Ipertensione". Solo un paio di tracce provengono dal glorioso "Samarcanda". In ogni caso, per comodità, ho indicato tra parentesi l'album da cui è tratto ogni singolo brano.


Link


& Today

Roberto Vecchioni live in Aosta, piazza E. Chanoux
7 settembre 2011


TRACKLIST :

01. Voglio una donna
02. Lettura di una poesia di Pablo Neruda
03. Dentro gli occhi
04. Sogna ragazzo sogna
05. Figlio
06. Viola d'inverno
07. Mi porterò
08. Stranamore (pure questo è amore) / Milady
09. Le rose blu
10. Chiamami ancora amore
encore
11. Luci a San Siro
12. Samarcanda


MUSICISTI

Roberto Vecchioni - voce
Lucio Fabbri - chitarra, violino, mandolino
Massimo Germini - chitarra
Eros Cristiani - pianoforte, fisarmonica
Stefano Cisotto - tastiere
Antonio Petruzzelli - basso
Roberto Gualdi - batteria


Una forbice di 34 anni separa i due concerti. Anche questa registrazione è opera mia, in occasione di un concerto tenutosi nella centralissima piazza Emile Chanoux, il cuore di Aosta, il 7 settembre 2011. L'occasione era quella della Festa della Regione, che si celebra ogni anno in virtù della sua autonomia. La piazza era gremita all'inverosimile e il caldo pubblico aostano (nonostante la latitudine) ha saputo accogliere e sostenere con il suo entusiasmo Vecchioni e la sua band. Anche in questa occasione Vecchioni dialoga e scherza con il pubblico, racconta barzellette, con quel suo modo un po' gigione, da vero intrattenitore. Quanta acqua è passata sotto i ponti rispetto al Vecchioni di 34 anni prima. Gli scatti fotografici sono quelli del concerto e sono opera mia e, in parte, di Gaetano Lo Presti e Roger Berthod, che ringrazio.  Nel 2011 era appena stato pubblicato il CD "Chiamami ancora amore", contenente l'omonimo brano con il quale Vecchioni vinse, nel febbraio dello stesso anno, il Festival di Sanremo. Un Roberto Vecchioni in stato di grazia e in gran forma sale sul palco aostano subito dopo il set dei Nomadi. L'apertura è con "Voglio una donna" (uno degli inediti compresi nel doppio live "Camper" del 1992), seguita da una breve poesia di Pablo Neruda. Il gruppo che lo sostiene è ben amalgamato, rodato da decine e decine di concerti, dove brilla il virtuosismo tecnico del gigante Lucio Fabbri, di Massimo Germini e di Roberto Gualdi. La sequenza dei brani è assolutamente equilibrata tra vecchi e nuovi successi, incluse le storiche "Luci a San Siro" e "Samarcanda" (brano che si rifiutò di suonare nel concerto del 1977) eseguite entrambe come bis. La qualità della registrazione è discreta. Soffre un po' della dispersione del suono, considerato il luogo all'aperto. Il concerto è  posto su un unico file. Poco più di 70 minuti di grande musica.

Vi lascio con una piccola galleria fotografica e, naturalmente,
Buon ascolto.







Post by George